Dal libro della Sapienza 11,22-12,2

Tutto il mondo davanti a te, come polvere sulla bilancia, come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra. Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi, non guardi ai peccati degli uomini, in vista del pentimento. Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l'avessi chiamata all'esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perché tutte son tue, Signore, amante della vita, poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose. Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli e li ammonisci ricordando loro i propri peccati, perché, rinnegata la malvagità, credano in te, Signore.

lunedì 29 ottobre 2007


Era come la mia mano, il mio occhio, il bastone della mia vecchiaia. Era il cuscino su cui si riposava il mio spirito, era un dolce sollievo alle mie pene. Quando ero stremato dalla fatica mi accoglieva nel seno del suo amore, quando giocavo immerso nell'abbattimento e nella tristezza mi ridava vita con le sue parole. Se ero agitato mi riportava alla clma, se ero adirato mi quietava. Se mi capitava qualcosa di meno lieto lo riferivo a lui, e così riuscivo a sostenere più facilmente, unito a lui, quello che da solo non avrei potuto sopportare. Che altro dire ? Non è stato forse questo un pregustare la felicità celeste: poter così amare ed essere amato, aiutare ed essere aiutato, e nella dolcezza della carità fraterna riuscire a volare più in alto verso lo splendore ancor più sublime dell'amore di Dio, e lungo la scala dell'amore ora salire fino all'abbraccio affettuoso di Cristo stesso, ora discendere all'amore del prossimo per trovarvi una pausa di soave riposo ?


Elredo di Rievaulx, L'Amicizia Spirituale, n.127

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