Dal libro della Sapienza 11,22-12,2

Tutto il mondo davanti a te, come polvere sulla bilancia, come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra. Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi, non guardi ai peccati degli uomini, in vista del pentimento. Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l'avessi chiamata all'esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perché tutte son tue, Signore, amante della vita, poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose. Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli e li ammonisci ricordando loro i propri peccati, perché, rinnegata la malvagità, credano in te, Signore.

mercoledì 4 gennaio 2012

Omosessualità e Vangelo- Il punto di vista di Padre Maggi

Consiglio di vedere questa intervista fatta a Padre Maggi sul tema fede-omosessualità.

http://www.youtube.com/watch?v=346Qbc3joss



Le sue parole sono così semplici e così chiare e riportano al centro il messaggio cristiano.
Siete d'accordo con ciò che dice? Scrivete pure senza reticenza!

Andrea

13 commenti:

  1. Intervistatore incalzante (o integralista?) e bella argomentazione di P. Maggi ... purtroppo, a differenza di quel che dice, penso che la sua posizione sia minoritaria e non riconosciuta, ed indirettamente sollecita le opposte reazioni integraliste :( che stanno andando (sempre più) per la maggiore ... o forse no ?

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  2. Vengono dette diverse cose false (anche se non di cruciale importanza nel contesto). Comunque il messaggio è vero e centra perfettamente il nodo del problema.

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  3. Spiegaci meglio! Quali sono le falsità che secondo te vengono dette? Non avere remore, è bello poter dibattere un po'! :-)

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  4. Mi pare che l'accoglienza degli omosessuali nella Chiesa sia una fatto pienamente contemplato dal Catechismo. Quanto al fatto se il rapporto omosessuale sia o meno da considerare un peccato è il Vangelo a dire che Gesù, interrogato dai farisei riguardo al ripudio, "rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne?»” (Mt 19,4-5; cfr. Mc 10,6-8). E’ l’inequivocabile ribadimento della creazione dell’uomo con un’unica distinzione sessuale, l’unica possibile, cioè maschio e femmina / uomo e donna, nonché l’esplicita dichiarazione che l’unico matrimonio lecito è da intendere soltanto quello tra i due sessi da Dio creati. L’insegnamento di Gesù del resto non potrebbe mai discostarsi dalla tradizione dell’Antico Testamento (“Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole”, Lv 18,22; “Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio”, Lv 20,13) dal momento che Lui stesso dice: “Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli” (Mt 5,17-19; cfr. Lc 16,17). Se nella Nuova Alleanza le disposizioni della Legge e le parole dei Profeti riguardo all’omosessualità fossero state da chiarire o da interpretare correttamente, Gesù non avrebbe certo esitato a dirlo in modo esplicito: lo dimostra il caso del ripudio e dell’adulterio, ma anche quello dell’omicidio, del concetto di purezza e via dicendo.

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  5. Gentilissimo/a anonimo,grazie per aver espresso la tua opinione e per il contributo che hai dato in questo blog! Sì, l'accoglienza delle persone omosessuali è ben spiegata in alcuni documenti specifici e nel Catechismo. Ma temo che il punto sia un altro. Tutto parte da quale prospettiva si vede l'omossessualità. Personalmente, non la ritengo una patologia, ma un orientamento sessuale, così come espresso dall'O.M.S. dagli anni '70. In alcuni ambienti della Chiesa, viene vista come una perversione, una malattia o nei migliori dei casi un "capriccio passeggero".Se non venisse letto in questo modo, non saremmo qua a parlarne. Per me che la vivo, è una condizione di vita che non ho scelto ma che fa parte di me.
    Poprio in funzione di questa prospettiva, ma è una mia modesta opinione, ho dei dubbi sul senso dell' accoglienza che viene espressa verso le persone omosessuali: le uniche che, non per scelta vocazionale, devono rinunciare ad un'affettività completa. Come si può parlare di un' accoglienza completa verso una persona se sono non si riconosce e non si "accoglie" l'espressione completa della sua affettività? Perchè il punto è questo. La parola omosessualità richiama alla mente, nel pensiero comune, le cose più impensabili. Pochi però vanno oltre, leggono e studiano scientificamente il tema e provano a considerare la sessualità nella sua totalità.La sfida nuova della Chiesa dovrebbe essere quella di indicare la strada per vivere una vita affettiva e di coppia che possa essere comunque feconda e generativa per loro e la società (ovviamente nel senso cristiano del termine). Detto questo è importante ribadire che, al di là delle posizioni ufficiali, diversi sacerdoti sono pronti e accoglienti nel capire l'importanza di una vita di coppia e d'amore per le persone omosessuali. Così come per quelle eterosessuali sono sempre più attenti a considerare che spesso le condizioni sociali ed economiche ti spingono ad una vita matrimoniale in tarda età e che la sessualità è normale che si possa esprimere prima dell'unione matrimoniale. La gente di Chiesa che vive in contatto con le storie della gente, non può usare l'accetta in modo ceco e indifferente alle possibilità di crescita e di sviluppo di ognuno. Per concludere, Gesù non si è espresso in modo chiaro su diverse questioni di confine: l'uso della forza militare nelle missioni cosìdette di pace, la fecondazione assistita, il fine-vita ecc... E in merito alle citazioni del Levito, sono ormai diversi gli studiosi che non danno un'interpretazione così scontata e accostabile immediatamente all'omosessualità in toto, invitando i lettori ad una contestualizzazione delle parole che fanno riferimento a secoli e secoli fa. A presto!Andrea

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    1. Hai perfettamente ragione quando dici che l’OMS ha cancellato dal suo manuale diagnostico (ICD) l’omosessualità (egosintonica, non quella egodistonica), lo ha fatto nel 1991 sulla scia di una decisione presa nel 1973 dalla maggiore associazione americana di psichiatri (APA), che tuttavia è giunta a questa conclusione utilizzando un metodo diagnostico molto discusso nel mondo della medicina e della scienza in generale. La decisione, infatti, giunse solo dopo aver accettato all’interno di un dibattito – che doveva essere squisitamente scientifico e quindi riservato agli addetti ai lavori – la partecipazione di una delegazione di attivisti gay: niente di male in tutto ciò se la scienza non avesse dovuto cedere il posto ad un dibattito di carattere sociale e politico. Si giunse dunque ad una votazione fatta per corrispondenza (!) in conseguenza della quale si derubricò l’omosessualità egosintonica dal manuale diagnostico dell’associazione (DSM). Personalmente trovo discutibile un metodo che di scientifico, di galileiano ha davvero poco o niente: ha sì il sapore di un criterio democratico, ma che con la medicina fa a pugni, e del resto è proprio questo suo carattere democratico che permette a un grandissimo numero di medici, psicoterapeuti o psicologi di dissentire. Ognuno poi è libero di pensarla come vuole, ci mancherebbe!

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    2. Non posso certo condividere la tua opinione sulla Chiesa Cattolica per svariati motivi. Per ciò che concerne l’interpretazione dei passi del Levitico, conosco vagamente la questione, ma per esperienza personale ho potuto constatare che troppo spesso filologi e linguisti piegano il testo a proprio uso e consumo con la scusa di presunte interpretazioni poco chiare o di contestualizzazioni (è una questione di onestà intellettuale). Non conoscendo nel merito i termini esatti della discussione, non mi permetto di dire altro. Tuttavia è anche giusto ricordare che non esiste solo il testo del Levitico, perché c’è tutta una tradizione biblica che interpreta in tal senso la tendenza omosessuale e chi si professa cattolico (quindi anche Sacerdoti e teologi cattolici) non può non tenerne conto, sarebbe un’interpretazione arbitraria, personale, che può andare bene magari per un protestante, ma mai e poi mai per un cattolico perché si porrebbe in contrasto con il Magistero della Chiesa. Io ho voluto evidenziare che anche il Vangelo prende una chiara posizione e mi pare non possa essere soggetta a interpretazione.

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    3. Non mi sembra inoltre corretto credere che gli omosessuali, se cattolici, siano gli unici laici ai quali si chiede di rinunciare alla sessualità. Parlo di persone come, per esempio, i divorziati o tutti quelli che non hanno mai incontrato la persona giusta con la quale condividere una vita insieme (ma ci sarebbero un’infinità di casistiche): conosco personalmente svariate persone che per i più disparati motivi non hanno una vita sessuale e che riescono a vivere la castità non come condanna, ma come volontà di Dio o meglio come un’opportunità concessa loro da Dio. Molti laici – ispirandosi a quel famoso brano del Vangelo di Matteo (19,12) che recita “infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca” – vivono la castità come offerta per la propria e per l’altrui salvezza, come una sorta di chiamata. E’ indubbiamente un processo di crescita interiore che si vive tra alti e bassi, tra cadute e rinvigorimenti di fede, ma ciò perché siamo peccatori e abbiamo bisogno della Misericordia di Dio. Anche in questi casi (meno spesso nel divorzio) la situazione in cui si vive non è stata scelta deliberatamente, ci si è trovati e basta. La castità, al contrario, quella sì è il frutto di una risposta a delle domande esistenziali per un credente cattolico (“Signore, cosa vuoi che faccia? Quali sono i Tuoi progetti su di me?”): è una decisione personale e di coerenza con una fede che non viene meno ai propri princìpi; una scelta personale dettata da una fortissima convinzione, perché la fede è convinzione, non un obbligo.

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    4. Sotto questa luce inquadriamo bene anche il presunto divieto (parola brutta, non si deve mai interpretare la legge di Dio come tale perché diventa insopportabile, lede il nostro libero arbitrio, seguire o meno Dio deve essere una nostra personalissima scelta) di avere rapporti sessuali prematrimoniali, il problema della fecondazione assistita, il fine vita o le missioni di pace: ci sono tanti bellissimi documenti ufficiali della Chiesa che illustrano molto bene il percorso logico di fede delle relative motivazioni. Nello stesso tempo, ribadisco, non si può chiedere alla Chiesa di fare ciò che noi riteniamo (ecco il senso che molti danno al verbo credere) sia meglio, sarebbe – come dice Benedetto XVI – una “dittatura del relativismo”, mentre la fede (sebbene oscura per definizione) ha bisogno per sua stessa natura di punti fermi.

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    5. Mi sto appassionando a questo match culturale tra Anonimo e Andrea, ma ahimè ho colto in fallo Anonimo più volte di Andrea.
      In sintesi:
      > la "Spectre Gay" è una leggenda metropolitana :)
      > praticamente nessuno psicologo considera l'omosessualità come una malattia, neppure quelli cattolici e neppure quelli consacrati. Se le eccezioni sono la Aztori (che è medico e non psicologo, quindi compie il reato oggettivo di abuso di una qualifica che non ha e si è più volte esposta a critiche dell'Ordine di appartenenza) sono eccezioni che confermano la regola
      > la Bibbia viene prima del Magistero. E la Bibbia va interpretata, e il Magistero talvolta sbaglia e si corregge (Gregorio XVI definì il treno «Satana su rotaia»)
      > citi persone che RIESCONO a vivere la CHIAMATA alla castità. A parte che io ne vedo almeno altrettante di frustrate, ci può essere chi non è chiamato e/o chi non riesce; l'omosessualità non è in sè una chiamata alla castità, ahinoi
      > Citazione completa di Matteo 19: 11 Ma egli rispose loro: «NON TUTTI SONO CAPACI di mettere in pratica questa parola, ma SOLTANTO QUELLI AI QUALI E' DATO. 12 Poiché vi sono degli eunuchi che sono tali dalla nascita; vi sono degli eunuchi, i quali sono stati fatti tali dagli uomini, e vi sono degli eunuchi, i quali si sono fatti eunuchi da sé a motivo del regno dei cieli. Chi può capire, capisca».
      Non è un brano famoso, non è nella liturgia festiva, perchè c'era il rischio di evirazione che fin dai primissimi secoli del cristianesimo era considerata un'interpretazione letterale ma sbagliata del testo
      > "la castità è il frutto di una risposta a delle domande esistenziali per un credente cattolico, non ci si è trovati e basta, è stata scelta deliberatamente". Giusto, ma non è così per l'omosessualità.
      > "la fede (sebbene oscura per definizione) ha bisogno per sua stessa natura di punti fermi". O viceversa?
      Scusate il mio povero intervento e grazie per i vostri preziosi stimoli di riflessione. Marco

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    6. Carissimi, sto continuando a studiare!
      Nel 1980 la Congregazione per i Vescovi inviò a tutti i vescovi una lettera in cui si sosteneva che solo i candidati al sacerdozio la cui omosx era distonica dovevano essere accettati. =P

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  6. Credimi, se ti voglio ringraziare di cuore per questo tuo contributo che sollecita interrogativi, pensieri ed opinioni anche se sono distanti da me. Mi dispiace solo non poterti associare ad un nome o non poter confrontarci personalmente, incontrandosi. Sarebbe uuna grandissima ricchezza.Porti rilievi interessanti,importanti e approfonditi.
    Il problema è sempre quella: come si vuole vedere l'omosessualità. Va bene, accettiamo pure quello che tu dici, cioè che di fatto la cancellazione dell'omosessualità sia avvenuta in modo dubbio. Il tempo avrebbe svelato queste tue ragioni. In realtà se l'omosessualità fosse una malattia, ci sarebbe un'eziologia e delle evidenti conseguenze patologiche. Gli studi e le ricerche sulle teorie riparative, seppur portino spunti di riflessione, viceversa hanno mostrato le conseguenze drammatiche dei tentativi di "guarigione". La cosa buffa inoltre e poco considerata, è anche la presenza dell'omosessualità in natura. L'omosessualità esiste come orientamento sessuale anche in natura.Quale problema psicologico può avere un pinguino omosessuale? Poi ci possono essere condizioni ambientali che possono favorire o meno un certo orientamento sessuale. Ma non si sceglie.
    Certo, non ti nego che mi sono chiesto più volte se si rischia di "relativizzare" la propria fede. Ma da cristiano, prima ancora che cattolico, non posso non tenere conto di una prospettiva storica che ha visto la Chiesa cambiare, e meno male, la propria visione del mondo sulla scienza (sul metodo galileiano che citavi), sulla vita, sulla figura della donna, sul potere temporale, sul ruole dei cattolici nella politica, sul modo d'intendere il sacerdozio e la liturgia. La Chiesa è fatta di uomini e come tale è fallibile. E spesso ha sbagliato. Ricordo la forza grandissima di quella richiesta di perdono portata avanti da Giovanni Paolo II verso diverse situazioni storiche in cui la Chiesa non si era mossa nel solco di Cristo, eppure la parola di Cristo è sempre stata quella!!!!! Poi per carità, ascolto e accolgo chi mi dice " La Chiesa è così, o ci stai o non ci stai...inutile pretendere cose difformi da ciò che propone." Purtroppo comprendo e rispetto il ragionamento ma non lo condivido in pieno. Avverto e capisco il rischio di relativismo culturale che il Papa fa bene a sottolineare ma poi un cristiano e forse anche un cattolico non protestante, dovrebbe cercare di portare il proprio apporto critico, proprio in funzione di ciò che è stata la Chiesa nel tempo. No, sarebbe troppo facile eticcarsi "protestanti" solo perchè si sollevano perplessità. Sì sono perplesso su come la Chiesa approccia la sessualità ma in generale. E avverto alcune ingiustizie di fondo anche sulla condizione dei divorziati. Quando dico che per gli omosessuali però c'è un probelma, secondo me oggettivo, per la Chiesa Cattolica lo dico perchè si evince da diverse prese di posizione, dai toni e dalle piazze utilizzate. Questo senza negare una responsabilità anche del movimento omosessuale nelle difficoltà di dialogo. Però ci sono cose che lasciano l'amaro in bocca, come la posizione contraria, espressa all'ONU dal Vaticano, sulla depenalizzazione dell'omosessualità mentre in Iran e in altri paesi continuano le impiccagioni e in Italia le reazioni omofobiche. Quella posizione aveva ben poco di cristiano. Non posso credere che su questo tema ci si fermi qui, Si arriverà, mi auguro, anche a considerare la consizione omosessuale diversamente. Ci sono dei tentativi davvero apprezzabili in ambito ecclesiastico, sobri, equilibrati, in cui non c'è niente di sensazionale ma c'è un approccio diverso, di ascolto e di attenzione reciproca in tema di omosessualità.

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  7. La diocesi di Torino, ad esempio, ha pubblicato la propria pastorale in un libricino che ti consiglio: "Fede e omosessualità". In quella sede è iniziato un cammino, è questo quello che auspico.
    Su come ci si approccia alle letture, penso che anche qui sia opportuna una contestualizzazione. La seconda lettura di oggi parla di "moglie sottomessa al marito"..... Ovviamente questo passo non va preso alla lettera, immagino!
    E' inutile continuare in eterno, anche se sinceramente, mi piacerebbe davvero che tu potessi partecipare ai nostri incontri.
    Contattaci via mail a incammino@gmail.com!
    Andrea

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